
![]()
Per quel che riguarda la mia vita,
l'arte marziale possiede un significato molto,
molto profondo in quanto ad essa devo tutto quello che ho imparato come attore, come praticante,
come essere umano
![]()
Bruce Lee (San Francisco, 27 novembre 1940 - Hong Kong, 20 luglio 1973) è stato ballerino, attore, regista, scrittore, filosofo e maestro di arti marziali lasciando un solco profondo nell'immaginario collettivo nella fine del XX secolo.
Figlio dell'attore cantonese Lee Hoi Chuen e dell'euro-asiatica Gracie Li, Bruce
Lee nasce in un ospedale di San Francisco, Stati Uniti, il 27 novembre 1940,
l'anno del Drago, fra le 6 e le 8 del mattino, l'ora del Drago, mentre suo padre
è a recitare a Chinatown.
La madre Gracie Li lo battezza Lee Yuen Kam, letteralmente "Protettore di San
Francisco".
In seguito spiega questa scelta dicendo « eravamo soli, e avevo solo lui a proteggermi». Viene chiamato anche Li Junfan, "piccola fenice", un nome femminile usato per distogliere l'attenzione dei demoni maligni in cerca di neonati maschi. È un'infermiera dell'ospedale a convincere Gracie Li ad usare anche un nome americano per il nuovo nato: Bruce Lee. Comunque il suo nome cinese più famoso rimane Li Xiao Long, "Piccolo Drago".
Questo nomignolo descrive il carattere irruento ed esuberante del giovane, che
durante l'infanzia trascorsa ad Hong Kong lo porta a scontrarsi spesso con la
piccola criminalità giovanile. Preoccupati di questo i genitori iscrivono il
figlio ad un corso di Kung-fu Wing Chun tenuto dal maestro Yip Man. Da allora
Bruce Lee non abbandona più lo studio delle arti marziali.
Il suo debutto nel mondo del cinema molto prolifico di Hong Kong avviene molto
presto: ha addirittura solo sei mesi d'età quando fa la parte del neonato nel
film Golden Gate Girl (1941). Fra i 6 ed i 17 anni partecipa a ben 16 pellicole,
anche se il primo film di un certo riguardo lo interpreta a 18 anni: si tratta
di The Orphan (Ren hai gu hong, 1958 ma distribuito solo due anni più tardi), un
film che tratta l'argomento della criminalità giovanile. Nel 1958, dopo essere
diventato campione di Cha-cha-cha ad Hong Kong, Bruce Lee si imbarca per gli
Stati Uniti: essendo diventato maggiorenne deve tornare nello Stato di nascita
se vuole mantenere la cittadinanza americana.
Si trasferisce dapprima a San Francisco da alcuni parenti, dove si mantiene
dando lezioni di ballo, per poi stabilirsi a Seattle. Qui lavora in un
ristorante cinese mentre frequenta l'Università di Washington per laurearsi in
filosofia, la materia che più ama: dopo tre anni, però, si ritira senza
conseguire la laurea. Intanto Bruce studia e perfeziona la sua conoscenza delle
arti marziali, apprendendo nozioni nuove da istruttori di vari stili. Nel 1964
partecipa ad un torneo organizzato da Ed Parker a Long Beach, dove presenta la
sua personale visione della marzialità, dandone una dimostrazione pratica.
Quest'ultima viene filmata e presentata alla famosa casa cinematografica 20th
Century Fox, la quale propone a Bruce una partecipazione ad una serie televisiva
che sta nascendo in quel momento: Il Calabrone Verde (The Green Hornet, 1966),
ispirata ad una vecchia serie radiofonica. La serie non ha grande successo in
patria e ne viene girata una sola stagione (26 episodi). Bruce Lee rimane deluso
anche dal fatto che il pubblico occidentale non vede di buon occhio gli attori
cinesi, così che nella serie televisiva gli viene dato pochissimo spazio.
Non avendo ottenuto il successo sperato si dà da fare ad Hollywood facendo
piccoli ruoli in film come L'investigatore Marlowe (Marlowe, 1969), o in
telefilm come Batman (1966) o Ironside (1967). È anche coreografo dei
combattimenti in film come Berretti verdi (The Green Berets, 1968). Ma il
successo è lontano dal venire. Per quanto Bruce si sia fatto un'ottima fama ad
Hollywood, e grandi attori come James Coburn e Steve McQueen siano diventati
suoi allievi ed amici, lo stesso non riesce a raggiungere quel successo che
sogna. Invece ad Hong Kong,l'attore è diventato un grande divo. La sua notorietà
per la grande quantità di piccoli film girati in gioventù è accresciuta dalla
serie televisiva Il Calabrone Verde (che ad Hong Kong viene chiamata The Kato
Show, dal nome del personaggio da lui interpretato) che viene trasmessa in
continuazione.
Quando nel 1970 Bruce torna ad Hong Kong, viene accolto come una stella del
cinema, cosa che non succede ad Hollywood: fu così che si decide ad accettare le
lusinghe del cinema asiatico.
Nei due anni successivi l'attore gira due film che rimarranno nella storia del cinema di genere nonché nell'immaginario collettivo: Il furore della Cina colpisce ancora (Tang shan da xiong, 1970) e Dalla Cina con furore (Jing wu men, 1973), entrambi del regista Lo Wei. Il successo è enorme, sia ad Hong Kong che nel resto del mondo, tanto che sempre nel 1973 Bruce Lee può girare il suo primo ed unico film da regista, L'urlo di Chen terrorizza anche l'Occidente (Meng long guojiang, 1973). L'enorme successo che anche questo terzo film riscuote spinge la casa cinematografica Warner Bros a non sottovalutare la fama dell'attore cinese. Ma dargli un ruolo da protagonista è ancora troppo rischioso per un pubblico occidentale, così la Warner opta per una collaborazione con altri attori americani (tra cui John Saxon). Nasce così I tre dell'Operazione Drago (Enter the Dragon, 1973; tit. cinese Long zheng hu dou, In lotta contro Draghi e Tigri), primo film di arti marziali prodotto in collaborazione da Hollywood e Hong Kong. Distribuito postumo, incassa oltre otto milioni di dollari solo negli USA, che diverranno negli anni, in tutto il mondo, circa cento milioni di dollari, contro un budget che non arrivava al milione di dollari. Uno dei film low-budget più redditizi della storia del cinema.
Ormai
Bruce Lee è diventato un divo internazionale, e così decide che è giunto il
momento di mostrare al mondo intero la propria concezione delle arti marziali,
la propria filosofia. Scrive allora il film che sarebbe stato il suo manifesto:
The Game of the Death. Ne gira alcune scene di combattimento e ne scrive alcune
parti di sceneggiatura, ma muore prima di poterlo completare.
Il 20 luglio 1973, proprio mentre lavora al suo progetto a casa dell'attrice
Betty Ting-Pei, Bruce lamenta un forte mal di testa, come ormai gli succede
spesso negli ultimi tempi. Prende così una pasticca di un farmaco specifico per
il mal di testa: l'equagesic. Poco dopo si addormenta, e non si sveglia più.
Dopo varie analisi ed autopsie, i medici sono concordi nel ritenere che Bruce
Lee sia morto per edema cerebrale acuto, dovuto ad ipersensibilità nei confronti
di un elemento contenuto nel farmaco assunto, e che quindi la sua morte sia da
considerarsi accidentale.
La morte tanto improvvisa di un personaggio così particolare lascia sgomenti
tutti i suoi ammiratori. Nascono così decine di ipotesi per spiegare il fatto,
una delle leggende nate con la morte di Bruce Lee narra che Bruce si sia
lasciato andare per un ritrovo fisico-spirituale, per poi rinascere e ritornare
nella sua Cina ancora più forte di prima. Due anni dopo la morte di Bruce Lee,
il regista Lin Ping dirige Good Bye Bruce Lee (Yung chun ta hsiung, 1975)
utilizzando il più somigliante dei "sosia" del grande attore: l'atletico Ho
Chung Tao (nome d'arte: Bruce Li). La storia riprende le idee che Bruce aveva
per il suo The Game of Death, rimaneggiandole e privandole dell'aspetto
filosofico che più stava a cuore all'attore. E' solo uno delle decine di film
speculanti su Lee ed interpretati da una pletora di sosia tra Hong-Kong e
Taiwan.
Nel 1977 la casa cinematografica che possiede i diritti del materiale girato di
The Game of Death decide di sfruttare l'enorme successo e notorietà che la morte
di Bruce sta suscitando in giro per il mondo. Affida così al regista Robert
Clouse, che ha già diretto I tre dell'Operazione Drago, un progetto particolare:
prendere il materiale girato dall'attore prima della morte, rimaneggiarlo e
farne un film. Esce così nel 1978 L'ultimo combattimento di Chen (Game of
Death/Xi wang youxi).
Le scene di arti marziali aggiunte sono coreografate dall'allora esordiente
Sammo Hung, vengono richiamati alcuni attori amici di Bruce Lee, come il maestro
Dan Inosanto, e per finire vengono scelti ben tre attori diversi per
interpretare le parti mancanti del film.
Malgrado l'operazione commerciale sia di dubbio gusto, riscuote molto successo e l'esempio viene seguito da altri. Nel 2000 però, 22 anni dopo, il regista e scrittore John Little ritrova il materiale originariamente girato da Bruce Lee prima di morire: detto materiale giaceva dimenticato negli archivi di una casa cinematografica. Il regista decide così di rimasterizzare il materiale trovato e di montarlo seguendo le indicazioni che lo stesso Bruce Lee aveva lasciato. Per completare il lavoro fa recitare ad alcuni attori le parti mancanti ed aggiunge alcune interviste a persone che avevano conosciuto l'attore in vita. Il risultato è un film-documentario quasi completo, Bruce Lee: la leggenda (Bruce Lee: A Warrior's Journey), che tenta di rendere onore dopo tanti anni all'ultimo lavoro di Bruce Lee, quello che si sarebbe potuto considerare il suo testamento spirituale se ne avesse fatto un film vero; la natura homevideo di "Bruce Lee-La Leggenda" lo colloca invece un contesto di revival generale che vede proliferare documentari e libri, sovente operazioni di puro marketing.