Brandon Lee, figlio di Bruce, nacque il 1 Febbraio del 1965 ad Oakland, in California. La famiglia Lee era ospite di James Lee (nessuna parentela): amico di Oakland e praticante di Gongfu. “Brandon piangeva tutto il giorno! E non solo quando era malato.. lui piangeva e basta!!! Era proprio noioso!!” ha affermato Linda in un’intervista. Giunta la chiamata da HongKog per Bruce della morte del padre Li Hoi Quen, Linda tornò a casa della madre anche se i rapporti non erano affatto facili in quanto sua madre non accettava l’idea che sua figlia avesse sposato un cinese. Alla vista del bel nipotino però, la signora Emery si trasformò in un’ottima nonna per il piccolo Brandon e nelle due settimane che Linda restò a casa della madre, il loro rapporto si ricucì. Ma anche la famiglia Lee ad Hongkong avrebbe voluto conoscere Linda e il piccolo Brandon, cosi tornato negli Usa Bruce si prende la sua famiglia e ritorna ad Hongkong dove le cose andavano meglio: Bruce stava diventando una stella del cinema cinese in rapido tempo. Tra una ripresa e l’altra Bruce portò la sua famiglia a conoscere i parenti e Linda istaurò un buon rapporto con Grace, la madre di Bruce anche se i pregiudizi razzisti si sentivano anche dalla parte cinese nei confronti della ragazza americana. Brandon era il primogenito ed era nato poco prima che il nonno morisse, cosi tutta la famiglia di Bruce lo teneva in certa attenzione tanto che, al primo accenno di pianto, la madre Grace o una delle sorelle Phoebe e Agnes, facevano a gara a chi lo prendeva in braccio per prima abbracciandolo e coccolandolo finchè il piccolo non si fosse riaddormentato. Bruce presentò Brandon anche al suo “padre marziale” Sifu Yip Man con molta gioia in quanto non aveva potuto farlo conoscere al suo padre naturale. Una volta tornati negli States i Lee andarono per qualche tempo a casa di Linda e le notti di pianto di Brandon si ripeterono. Brandon fece il suo primo sonno completo all’età di 18 mesi. Nel 1966 finalmente si aprirono per Bruce le porte di Hollywood e potè cosi dare alla sua famiglia una vera casa (un appartamento nel Wilshire Boulevard) e si regalò la sua prima macchina (una Chevy Blue. Costo 2500 $) Ma il successo tardò ad arrivare e i Lee dovettero lasciare la loro casa e trovarne un’altra ad un costo più basso e alla fine degli anni 60 Bruce ancora si guadagnava da vivere solo insegnando il Jeet Kune Do ai personaggi famosi del cinema americano. Cosi, gia all’età di 5 anni, Brandon si ritrovava come amici i più grandi divi di Hollywood che, dopo le lezioni di JKD, trascorrevano molto tempo con il piccolo Lee. Nel 1970 Brandon fa la sua prima apparizione televisiva insieme al padre ad Hongkong dove Brandon davanti a tutti si esibì troncando a metà una tavoletta di legno. Bruce venne notato da un noto produttore cinese che ne fece una star e i Lee poterono finalmente godere del successo tanto aspettato e di tutte le sue conseguenze: un villino, il frigorifero sempre pieno e giocattoli per Brandon e Shannon nata nel 1969. Tutto sembrava perfetto ma la tragedia era alle porte: Il 20 luglio 1973 rincasati Linda, Brandon e Shannon dallo shopping, appresero da una telefonata che Bruce era in ospedale e stava male. In realtà Bruce era appena deceduto. Ad otto anni Brandon non afferrava con esattezza il significato della morte, e la sua tenera età e inconsapevolezze gli fecero da scudo, ma non abbastanza. Nelle settimane seguenti per Brandon non esistevano più gli amici, niente gite nel parco.. Linda vende le proprietà ad Hongkong e organizza il rientro negli USA dopo l’imminente funerale cinese organizzato per Bruce a cui parteciparono 25 mila persone. Brandon si chiuse in uno strano ma comprensibile mutismo, aggressività e tristezza e questo atteggiamento lo portò avanti per molti anni, fino a che da adulto non riuscì ad elaborare la morte del padre e, in un certo senso, accettarla. Passano gli anni, a 23 anni accadde un fatto molto curioso e divertente nella sua vita: una tentata rapina a casa sua che Brandon ricorda cosi:

“sono rientrato a notte tarda a casa ed ho trovato questo gentleman in mezzo ad un gran casino di roba rovesciata e cassetti svuotati! Mi ha minacciato con un coltello e sono molto felice di dire che in quei casi l’istinto prende il sopravvento, indipendentemente da tutte quelle situazioni che si simulano in palestra per imparare a difendersi. Peraltro ero appena tornato dalla palestra, perciò cosa avrei dovuto fare? Ho cominciato a corrergli dietro per tutta la casa, in effetti adesso tutto sembra molto comico, è stato un incontro assai breve: l’ho disarmato, gli ho rotto un braccio, il naso, le dita, gli ho slogato spalla e mascella, poi è arrivata la polizia e lo ha portato al fresco. La cosa ridicola è che mi aveva minacciato con un coltello preso dalla MIA cucina! Almeno se ne fosse portato uno da casa sua!”

A 10 anni dalla morte di suo padre, Brandon era gia proiettato verso la sfera artistica. Il nome che portava gli aveva facilitato le cose, ma Brandon ne era consapevole, e per questo all’inizio, rifiutò parti in film che trattavano di arti marziali. Brandon era diverso da suo padre e voleva dimostrarlo lavorando e studiando sodo. Studiò recitazione all’Emerson College di Boston, poi entrò nell’American New Theathre di New York e vi rimase per qualche anno. Nei 5 anni che seguono debutta in qualche allestimento teatrale. Nel 1986 mentre lavora come impiegato presso la Ruddy/Morgan Production di Los Angeles, viene presentato al responsabile di casting Lynn Stalmaster che gli propone un personaggio che più o meno gli somiglia cosi Brandon fa i provini ed ottiene la parte. Si tratta del ruolo di Kwai Chang Caine nel film Kung fu: the movie. Ovviamente la spinta decisiva gliel’ha data il suo cognome, cosi per questo film come per gli altri a seguire. Il suo primo film da co-protagonista fu Legacy of Rage (resa dei conti a Little Tokyo) girato ad Hongkong e un anno dopo negli USA il suo primo ruolo da protagonista in Rapid Fire (drago d’acciaio). Brandon tuttavia non era soddisfatto, voleva un film diverso che lo consacrasse a stella del cinema e lo allontanasse definitivamente dall’ombra di suo padre. Grazie alla sua fidanzata Eliza Hutton, conosciuta nel 90 per caso in un taxi, ottiene la parte di Eric Draven nel film The Crow. Brandon è eccitatissimo, si cala molto nella parte, migliora il suo personaggio, discute molto con il regista Proyas e con il creatore del fumetto da cui nasce il film O’Barr. Tutto è perfetto: finalmente anche Brandon sta per diventare una star. Ma il destino si sa, a volte è beffardo e crudele, e Brandon non è stato risparmiato: Il 31 Marzo 1993, nello studio di Wilmington, nel Nord Carolina, dopo ormai due mesi di lavorazione e a poco meno di una settimana dal termine delle riprese de Il Corvo, Brandon muore a causa di un proiettile vero erroneamente presente nella pistola in circostanze mai più chiarite.